Mi sveglio. Esco fuori, anche solo cinque minuti, per prendere la luce del mattino senza telefono. Preparo da mangiare lentamente invece di farlo di fretta. Sento l’odore del rosmarino, del caffè appena fatto. Sto zitto. Cammino da solo.
Sembra poco. Ma dopo anni vissuti col pilota automatico — casa, forno, stanchezza, sonno — questi cinque minuti sono la differenza tra sopravvivere e vivere.
La guarigione vera richiede tempo perché deve sovrascrivere anni di abitudini tossiche. Andare piano non significa perdere tempo.
In Messico l’ho imparato senza che nessuno me lo insegnasse. Il rito di svegliarsi con l’odore del mais che si preparava per la giornata. Nessuna spa di lusso, nessun ritiro spirituale organizzato. Solo la vita, vissuta al ritmo giusto.
Se oggi puoi fare una sola cosa: esci fuori domattina, cinque minuti, senza telefono. Guarda la luce. È un inizio.

